Zavattini e Leslie Howard: gossip fantastici del 1933

Negli anni Trenta, la rivista “Cinema Illustrazione” pubblicò una serie di corrispondenze da Hollywood con firme fantasiose (Giulio Tani, Jules Parmes, Louis Sassoon etc.) dietro alle quali si celava la penna del vulcanico Cesare Zavattini. In realtà, Zavattini scriveva tutti i suoi pezzi senza muoversi dall’ufficio della redazione, traendo ispirazione dalle riviste americane e dai comunicati stampa che gli arrivavano dalle case di produzione. Le sue corrispondenze da Hollywood erano assolutamente fantasiose. “Inventavo tutto, ” scrisse più tardi, “dalla a alla z, sposalizi di attori già sposati, incendi, furti, divorzi, liti, tutto inventato!”
Alcune di queste “corrispondenze” furono raccolte nel 1996 in un volume a cura di Giovanni Negri, pubblicato dagli Editori Riuniti con la prefazione di Attilio Bertolucci: Cronache da Hollywood, oggi introvabile se non nelle biblioteche.
Spulciando con attenzione “Cinema Illustrazione”, ho trovato in una di queste fantastiche cronache da Hollywood un brano che ha per protagonista Leslie Howard e che riproduco qui per il divertimento dei fan dell’attore che, come me, sanno benissimo che non c’è neanche un briciolo di verità negli aneddoti riportati. Ho tralasciato la prima parte del racconto, in cui si narra di un misterioso pacco-bomba indirizzato a John Gilbert e fatto recapitare in casa di Nancy Carroll durante una festa. Mi sono soffermata sulla seconda parte, in cui Leslie Howard assurge al ruolo di primo attore.
Quasi tutti i personaggi degli aneddoti sono veri, certo: l’unico inventato di sana pianta è il regista Joe Billigam, di cui non ho trovato traccia in nessun repertorio. Per il resto, è inutile dire che Leslie Howard non lavorò mai con Margaret Livingston, e che, notoriamente, era tutt’altro che prodigo e scialacquatore: al contrario, William Gargan nella sua autobiografia insistette molto sulla taccagneria dell’amico che lesinava le mance al ristorante e continuava a chiedergli la restituzione di un prestito di pochi dollari.   Ma tant’è: la verve di Zavattini riesce a rendere 
quasi credibili  le sue favole hollywoodiane, che hanno fornito materia per i sogni di un pubblico di lettori desiderosi di evadere almeno con la fantasia dall’Italia provinciale,  fascista e bigotta di quegli anni.


Recentissime

Subbuglio in casa di Nancy Carroll
Poker d’assi del Cinema.

… Nel salotto blu [della casa di Nancy Carroll] alcuni giocavano a bridge, altri a ping-pong, altri a poker. Molto notato il quattro March, Leslie Howard, Clark Gable, Edmund Lowe, giocatori ferrei, che arrischiano in una notte ingenti fortune. Verso l’alba, infatti, Leslie Howard, il biondino mite e sincero, aveva perduto lo stipendio di una annata contro Edmund Lowe. Leslie era molto abbattuto, e Edmund lo condusse a casa con la sua macchina. Warner Baxter, rincasando dopo un’ora, passò davanti alla palazzina di Leslie ed ebbe una straordinaria sorpresa: Edmund e Leslie erano seduti sui gradini e giocavano a pari e dispari. Seppe la sera, poi, che Leslie aveva riguadagnata tutta la somma in quel singolare modo. La notizia fece piacere a tutti, specialmente a Myrna Loy, cui Leslie aveva promesso in regalo un levriero dal prezzo favoloso, proprietà del conte bulgaro Katrioff, un nobile vecchio signore che ha rifatto la sua fortuna a Hollywood commerciando cani e cavalli.
Leslie Howard è prodigo e, contrariamente al suo aspetto, avventuroso, galante e capace di giocarsi la vita a pari e dispari.
Di lui è molto noto un episodio che coincide col suo debutto nel cinema. Egli fu scritturato come comparsa e per un anno dovette accontentarsi di apparire per un minuto in un film. Ma Leslie non aveva fretta, era certo di arrivare. Chi non aspetta è il cuore, perciò Leslie si era innamorato nientemeno che di Margaret Livingston, l’attuale moglie di Witherman, il re del jazz. La sorte volle che la prima particina un po’ importante che fu affidata a Leslie era in un lavoro che aveva per vamp Margaret Livingston. Il giovanotto non gioiva pensando che ormai l’avvenire artistico cominciava a lasciar intravvedere qualche stella, oh, no. Leslie pensava a Margaret che avrebbe finalmente potuto stringere fra le braccia. Ma come fare? Nel dramma Leslie baciava, sì, la diva, ma per un attimo solo. Allora Leslie corruppe l’elettricista, gli regalò tutti i risparmi del mese perché spegnesse la luce, fingendo un guasto, nel momento in cui egli abbracciava Margaret. E così avvenne. Ma i cinque minuti furono pochi secondi perché il suo complice alle grida dei presenti non aveva saputo resistere e Leslie ricevette una pedata da Joe Billigam, che dirigeva. Leslie afferrò un bastone e, quel giovanotto esile e delicato, si trasformò in un leoncello e costrinse tutti a rifugiarsi in un angolo dello studio. Poco dopo le pompe riducevano alla ragione il giovane eroe al quale il mattino seguente giungeva una lettera che gli offriva una scrittura: quella scenata da energumeno lo aveva segnalato a mister Mayer, come… attore per le parti ingenue e serene…

Giulio Tani

(Cinema Illustrazione, n. 17, 26 aprile 1933)

Margaret Livingston

Margaret Livingston

Leslie Howard in Outward Bound

Leslie Howard nel 1930

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