Leslie Howard infrange le regole (1936)

Leslie Howard infrange le regole

Non fa le cose che Hollywood si aspetta da una star, ma si gode la vita!

di William Anthony

Leslie Howard è il desiderio segreto di almeno dieci milioni di donne. Forse cinquanta milioni. Ha un sottile qualcosa che manca agli altri eroi dello schermo, o che mancava, fino a che non è apparso sullo schermo. Ha reso l’amore da cavernicoli volgare, superficiale e comune. Senza apparente sforzo, può toccare delicatamente situazioni delicate, senza mostrare ogni impulso romantico che dovrebbe provare pur dando ad ogni donna che lo vede la sensazione di un uomo disperatamente innamorato.
Le donne volevano sapere di più su questo giovanotto sensibile, biondo e fine che parla un inglese perfetto. E la scoperta che proviene dalla lontana Inghilterra ha aumentato il suo fascino. In America circola la leggenda che ogni inglese sia un gentleman, e dopo che una serie di inglesi sono apparsi sullo schermo e il loro modo di amare sembra seguire il modello Howard, è cresciuto il sospetto che Leslie sia l’epitome del tipico inglese.
Ma nel suo ultimo film, La foresta pietrificata, egli recita la parte di un americano moderno, un giovane della costa orientale stanco del mondo che deve vagare fino all’Arizona per trovare una ragazza come Bette Davis e vivere con lei una delle più strane (e delle più intense) storie d’amore mai filmate. Poi interpreterà Romeo sullo schermo, con Norma Shearer come Giulietta. E Romeo non è un tipo specifico di innamorato; è la combinazione di tutti gli amanti sensibili di ogni parte del mondo, finché durerà il mondo. Perciò, ovviamente, Leslie non può essere il tipico inglese. In effetti, egli nega che un tipo simile esista. Probabilmente non si prenderebbe il disturbo di negarlo, ma costringetelo a restare sull’argomento come ho fatto io e finirà per farlo.
Mi ha detto: “Il tipico inglese non esiste. E neanche il tipico americano. Ho recitato in tutte le principali città americane, credo, ma non ho mai incontrato un uomo che potessi indicare con orgoglio dicendo: “Ah! Eureka! Il tipico homo Americanus!”. Proporre come rappresentante del maschio americano lo yankee del New England suonerebbe come un insulto in Georgia, e viceversa.
“Noi britannici”, ha continuato, “siamo della gente particolarmente non convenzionale, in un certo senso. Non ci conformiamo ad alcun modello. Abbiamo altrettanti tipi diversi quanti ne troverebbe qui. Inoltre, gli abitanti delle colonie sono tanto diversi da un nativo dello Yorkshire quanto, diciamo, un gatto da un ghepardo. Suppongo che siamo suscettibili all’influenza di qualsiasi luogo in cui viviamo. Sono sempre stati grandi colonizzatori, i britannici. Guardi la “colonia inglese” di Hollywood!”

“A proposito, cosa pensa di questa città?”
“Eh?” ha replicato Mr. Howard mentre una grande apatia calava su di lui. Leslie Howard, da queste parti, ha la fama di girovagare. Gli piace la gente e tende a girovagare in mezzo a loro come il fantasma di Amleto (sta per interpretare Amleto a Broadway) o lontano da loro per ispezionare tutta la zona circostante, sia mentalmente che con la sua macchina fotografica. Mi era parso che stesse per girovagare di nuovo: la gente lo fa, quando chiedi loro di parlare di Hollywood. Ma Leslie ha infranto la regola.
“Bene, diciamola tutta,” ha sospirato. “Mi piace Hollywood, sinceramente. Ma il problema è che è completamente chiusa e concentrata sul cinema. Vede, in altre piccole città dove c’è una sola industria, come un’acciaieria, la gente non parla d’altro che di acciaio e di politiche della produzione d’acciaio… Perdono la prospettiva. L’acciaieria diventa la cosa più importante del mondo per loro. Lo stesso succede a Hollywood. La gente non parla d’altro. Certo, è interessante, ma alla fine stanca, come la torta di carne”.
“Non mi piacciono regole come queste. Se sento un improvviso e insopprimibile desiderio di discutere degli amori dello scarabeo argentino o dell’influenza degli spiritual negri sulla moderna musica da ballo, voglio discuterne e vedere la gente allontanarsi per unirsi ad un altro gruppo nel quale l’argomento di conversazione è cosa ha detto quel produttore a quell’attore a proposito” e ha guardato con sospetto la sua insalata, “del mettere su peso.”
“Penso di infrangere un sacco di regole di Hollywood. Non vado nei posti per vedere gente ed essere visto, e, al diavolo! per firmare autografi e posare per nuove foto e tutto quel genere di cose. Ma,” alzando lo sguardo allegramente, come un uomo il cui profondo esame di coscienza ha portato alla luce un grande motivo di redenzione, “una volta sono stato al Trocadero, e mi sono anche divertito molto.”
Howard si rifiuta assolutamente di essere messo in una categoria. E’ tanto americano quanto britannico, tanto newyorkese quanto londinese, e rifiuta il pensiero che qualcuno possa indicarlo come il risultato di una forma di civiltà locale. Ma non è distaccato, al contrario! E’ uno degli uomini più ricercati dovunque si trovi ad abitare. Una delle ragioni è il suo senso dello humour – uno humour del tipo dry Martini, pungente, secco e garantito buono per tutti i gusti. Questo fatto accaduto durante le riprese della Foresta Pietrificata vi spiegherà quello che voglio dire.

In una scena in un fast-food di strada, doveva mangiare un piatto di minestra con una certa dose di verve. Nel farlo, dimostrò di essere uno dei consumatori di minestra più silenziosi del mondo. Il suo modo di mangiare era così silenzioso da sembrare quasi strano. Neanche un minimo risucchio. Archie Mayo, il regista, sembrava spaventato.
“Penso che si dovrebbe sentire almeno un po'”, interruppe Mayo. “Non molto, capisci. Appena un accenno di risucchio. Ricorda, sei affamato.”
Leslie Howard posò il suo cucchiaio dolcemente. “Credo di no”, disse. “Vedi, anche se il personaggio che interpreto è affamato, è essenzialmente bene educato. Gli darebbe fastidio mangiare la zuppa con un rumore percettibile. Gli darebbe terribilmente fastidio. Riscucchiare o aspirare, come si dice in alcuni paesi, sarebbe una cosa estranea alla sua natura e…”
Andò avanti. L’intero, vasto argomento del risucchiare fu esaminato seriamente e dottamente finché Mayo improvvisamente si rese conto che le cose non erano come sembravano in superficie. In effetti, lo stavano prendendo in giro. Sbuffò e poi sorrise.
“Okay! Hai vinto. Recitala come vuoi, col risucchio o senza!” Poi si rivolse al fonico. “Ehi, Lou! Puoi prendere il microfono e andare a farti un giro. Questa è una ripresa muta.”
Le luci si accesero e la macchina da presa cominciò a girare. Leslie prese il cucchiaio dolcemente. Mayo gridò “Azione!” Nel silenzio da cattedrale che regnava sul set, l’attore cominciò a mangiare la minestra, e il risucchio attento e studiato si sentì fino al soffitto. Ma ormai il fonico era lontano, e Mayo crollò sulla sedia, disgustato.

A Leslie Howard piace infrangere le regole per divertimento quando sembra che la vita e la ricerca dell’arte comincino ad essere prese troppo sul serio. Ha due semplici modi che funzionano, ad Hollywood. La storia precedente è un buon esempio di uno di questi modi, ma il modo migliore è girovagare.
In questo, non ha uguali. Nessuno se non un genio può indovinare i posti in cui andare a girovagare o a dormire come fa Leslie senza sforzo apparente. Uno dei suoi posti preferiti – e gli assistenti registi possono prenderne nota – è la passerella sopra al teatro di posa. Mentre la gente si agita sotto di lui come cani impazziti che inseguono la volpe, la star assente sta passando tranquillamente il tempo con la sua macchinetta fotografica, scattando foto ravvicinate dei suoi inseguitori che frugano sotto i divani e nei cestini, chiamando lamentosamente: “Oh, Mr. Howard!”
Ma se si sente un po’ fiacco e stanco e un po’ infastidito dal fatto che i produttori di Hollywood non sempre concedono la pausa per un tè ristoratore alle 4 del pomeriggio, molto probabilmente va in cerca di una macchina parcheggiata all’entrata dello studio. Evita il suo modello super-sportivo, perché è là che gli inseguitori lo cercheranno per prima cosa. Così di solito sceglie una limousine a portata di mano e si accoccola sul sedile anteriore. Oggi sceglie il sedile anteriore perché in passato è successo che un autista distratto non l’abbia visto e si sia allontanato con lui, beatamente addormentato sul sedile posteriore.
Temo che Leslie Howard non sia il tipico esempio di nient’altro che Leslie Howard. E tanto di cappello! Vive la vita con acceso interesse, con ironia e una tranquilla conoscenza della natura umana – incluso il genere femminile della specie.

(Movie Classic, marzo 1936)

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